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VINI NATURALI
  Cosa sono i vini narturali

vini naturali
Definire esattamente che cosa siano i vini naturali non è facile, ma questa dicitura è ormai usata da un’ampia porzione di pubblico, di appassionati consumatori, oltre che di esperti (ristoratori, sommelier, giornalisti). Nel 2010, l’Unione Europea dovrebbe introdurre la nozione di “vino biologico”, con relativo marchio. Dal 1991, si è parlato a sproposito di “vini bio”: esistono infatti solo vini prodotti con uve provenienti da agricoltura biologica, un marchio che certifica ciò che avviene nel vigneto. Ma il comportamento del produttore dalla vendemmia in poi – quando l’uva diventa mosto e il mosto vino – è lasciato alla sensibilità individuale. Con il marchio “vino bio” l’Europa vuole invece introdurre criteri di produzione sia in vigna, sia in cantina, certificando la viticoltura e anche la vinificazione. Sono però numerose le perplessità e le proteste nei confronti del futuro vino bio: pare che l’Ue voglia legittimare una serie di pratiche produttive tutt’altro che naturali, screditando così il valore stesso del termine bio, unico ad aver fatto breccia dell’immaginario comune e nel mercato.


Come valutiamo noi la “naturalità”

Siamo quindi “punto e a capo”? In un certo senso, sì: per scegliere un vino naturale occorre andare oltre un semplice marchio, entrando nel merito di come effettivamente opera il singolo produttore. Semplificando un po’, definiamo il vino naturale per sottrazione, cioè togliendo dal convenzionale processo di produzione dell’uva e del vino quanti più “elementi di disturbo” possibili. Alcuni esempi: in vigna si usano diserbanti (affinché l’inerbimento non disturbi la pianta e l’accesso alla vigna), concimi di sintesi (per aumentare le rese), pesticidi (per impedire l’insorgere di malattie dell’uva). In cantina, inoltre, si usano additivi enologici (la legge ne autorizza numerosi), come gli enzimi e i solfiti. Un po’ di solfiti aggiunti a volte sono indispensabili, ma è utile che siano il meno possibile. Persino la spontanea fermentazione degli zuccheri – processo che per millenni ha permesso di produrre il vino – oggi è generalmente indotta con lieviti selezionati dall’industria enologica, i quali, oltre a garantire una fermentazione senza intoppi, favoriscono lo sviluppo dei sentori stilizzati che ci aspettiamo di trovare in certi vini. I vini che amiamo, e che chiamiamo naturali, nascono invece grazie a lieviti indigeni, i lieviti spontaneamente presenti in cantina e sull’uva quando questa raggiunge la maturità (se è sana e priva di prodotti di sintesi) e che contribuiscono all’autentica espressione di un territorio.
Idealmente, un vino naturale è il frutto di uva coltivata senza prodotti chimici, fermentata con i suoi lieviti spontanei e basta. Sembra un’idea quasi scontata, invece l’ultimo mezzo secolo ha aggiunto nei vigneti e nelle cantine una miriade di tecnologie – spesso nocive – capaci di facilitare la vita del vignaiolo e di ridurre i rischi di produzione, ma colpevoli di intaccare la naturale trasformazione dell’uva in liquido alcolico profumato.


Perché ci piacciono


Perché ci piacciono così tanto i vini naturali e abbiamo deciso di concentrare la nostra attività commerciale su questi prodotti?
Amiamo i vini naturali perché sono diversi da zona a zona, da vitigno a vitigno, di anno in anno e da produttore a produttore, riducendo la standardizzazione del gusto introdotta dall’industria, che genera anche un appiattimento culturale. I vini naturali, quando sono fatti bene, hanno maggior libertà espressiva, maggiore finezza, sono più vivi, sono più legati al territorio da cui provengono e di cui sono espressione. Bere vini naturali ci piace perché sono rispettosi dell’ambiente, in quanto i vignaioli naturali hanno rinunciato almeno ai prodotti più tossici per il terreno, per le piante e, di conseguenza, per chi beve il vino. Secondo noi, bere vini naturali ha più senso.
Troviamo i vini naturali più emozionanti, perché carichi di sapore e di profumi e li preferiamo perché sono più digeribili, non danno mal di testa, non sono aggressivi per lo stomaco, non sono “pesanti”.
Occorre comunque ricordare che questa bevanda resta un prodotto da consumare con consapevolezza: gli acidi, l’alcol e i solfiti (anche se molto ridotti nei vini naturali) sono pur sempre sostanze che il nostro corpo deve eliminare.
Infine li preferiamo forti di una convinzione che si basa sulla nostra esperienza: chi si avvicina ai vini naturali (buoni) difficilmente torna indietro.
 
     
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