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Azienda Agricola Denavolo - Travo (PC)
  L'azienda agricola Denavolo di Giulio Armani, in val Trebbia, nelò Piacentino

Giulio Armani può vantare una lunga esperienza di cantina nell'ormai celebre azienda La Stoppa dell'amica Elena Pantaleoni. Nel 2005, decide di rilevare alcuni piccoli appezzamenti vitati su un versante del monte Dinavolo, in alta val Trebbia, un'area del Piacentino dall'antica e consolidata vocazione vitivinicola. E' così che nasce l'azienda agricola Denavolo, tutta dedita ai vitigni autoctoni, come l'Ortrugo, la Malvasia aromatica di Candia ed altre varietà locali, oltre alla Marsanne, cultivar che si può considerare tradizionale in quest'areale. In tutto, oggi si contano 5 ettari vitati, di cui 2 in conduzione. Obiettivo: la produzione di vini bianchi d'assemblaggio, nel più naturale dei modi possibili. L'agricoltura, pur senza certificazioni ufficiali, è intrisa di rispetto per il terroir: in vigna solo rame e zolfo per proteggere la vite dagli attacchi rispettivamente di peronospora e oidio. 

In cantina, va da sé, nessun additivo enologico. Dopo la diraspatura, le fermentazioni sono affidate ai soli lieviti indigeni. Una volta svinati dai tini di acciaio, i vini riposano per qualche mese per trovare una maggiore armonia, prima di essere imbottigliati. Ovviamente, non subiscono alcuna chiarifica né alcuna filtrazione. Tutte le etichette, dal Dinavolo al Dinavolino, sono frutto di una macerazione sulle bucce delle uve bianche: un contatto tra la parte liquida e la parte solida del pigiato che può durare qualche giorno, fino ad addirituura un anno, a seconda delle annate e delle relative scelte vinicole. Nascono così vini bianchi - o forse sarebbe più opportuno dire "gialli" - dal fascinoso piglio tannico, con un carattere inevitabilmente rustico ma indiscutibilmente autentico. 

Dinavolo (vdt)

Vitigni: Ortrugo 25%, Malvasia di Candia 25%, Marsanne 25%, altri autoctoni 25%. 
Vigneti: Cassinèra, Campo Rontondo, Debé; Travo, val Trebbia - Superficie: 3 ettari - Esposizione sud/sud-ovest; altitudine tra 350 e 600 metri slm. 
Potatura e resa media per pianta: Guyot. Resa media per pianta: 1,5 kg.
Densità d’impianto: Circa 6.000 piante per ettaro.
Suolo e sottosuolo: Terreno calcareo. 
Vinificazione: Diraspatura. Fermentazione con soli lieviti indigeni in serbatoi di acciaio inox. Lunga o lunghissima macerazione sulle bucce. Svinatura senza chiarifica né filtrazione. Affinamento in vasca. Imbottigliamento. 
Solfiti: <10 mg/litro. 
Quantità media prodotta: 20-25.000 bottiglie (produzione aziendale totale).
Tipo di bottiglia e chiusura: Borgognona con tappo a raso in sughero. 

Altri vini:

Vino bianco "Catavela" (uve Malvasia, Marsanne, Ortrugo, altri autoctoni) 

 
     
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