Sarfati

Giovanni Canonica

Barolo (Langhe, Piemonte)

Il Quarto Stato a Barolo

Ascoltando le poche, oneste e semplici parole di Giovanni Canonica, viene da chiedersi: ma si rende conto questo candido signore che gli amanti del vino fanno qualunque cosa pur di aggiudicarsi anche una sola bottiglia del suo Barolo? Ma poi, chi non si ferma alla prima impressione scorge anche le solide convinzioni, la fermezza delle sue posizioni e comincia a capire da dove vengono il rigore e il coraggio di lavorare in modo così diverso dalla maggior parte dei suoi colleghi, in uno dei terroir più prestigiosi in Italia e nel mondo. Le sue vigne occupano tre ettari scarsi: due nel cru di Paiagallo a Barolo, esposto a sud-est di fronte a Cannubi e un ettaro a Grinzane Cavour, per un totale di neanche diecimila bottiglie prodotte. In vigna Giovanni non diserba, non usa prodotti di sintesi, ma solo rame e zolfo. In cantina lunghe fermentazioni con i soli lieviti indigeni, senza alcun additivo e nessun controllo tecnologico della temperatura. Il Paiagallo è maturato per almeno tre anni in botti di rovere di Slavonia da 20 ettolitri.

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