Sassocorno
Ponca e vecchie vigne: il grande Friuli è qui
La vicenda di Sassocorno vive in un approccio rigoroso, innovativo, misurato, appassionato. Stefano e sua moglie Francesca si innamorano del Friuli orientale dieci anni fa, e scelgono di sviluppare un percorso agricolo fatto di rispetto e valorizzazione per l’ecosistema, la biodiversità, le posizioni vocate delle vigne vecchie, l’impianto di vitigni autoctoni, il contenimento delle rese, il minimo intervento sia in vigna sia in cantina, infine lunghi affinamenti per i vini, in una ricerca della qualità senza compromessi. A Rocca Bernarda e Rosazzo la Malvasia e il Refosco, lo Schioppettino e la Ribolla, il Friulano e il Merlot si emancipano in un contesto in cui boschi, prati e campi si alternano ai vigneti; le api portano il loro prezioso contributo all’impollinazione, gli insetti utili e la flora spontanea sono rispettati. Assieme a Giuliano, il padre di Stefano, e a Carlo, un carissimo amico, Sassocorno è gestita in famiglia, con inclinazione alla sperimentazione del potenziale espressivo. Dal 2019 è stata eliminata l’anidride solforosa in quasi tutte le etichete. Nessuna chiarifica forzosa né filtrazione. L’obiettivo è ottenere vini puri, liberi, nitidi, franchi.