Alexandre Bain
L’uomo che ha reinventato il Sauvignon
La storia di Alexandre Bain, coerente e coraggiosa, è improntata alla ricerca della migliore espressione possibile di un terroir famoso ma in realtà poco conosciuto: il Pouilly Fumé. Stufo della rappresentazione artificiosa e noiosa di questo vino, Alexandre ha puntato su un’agricoltura sana e volta a rivitalizzare il terreno, alla raccolta dell’uva a piena maturazione (una cosa che pare scontata, ma che diventa tabù quando si parla di Sauvignon, sempre raccolta acerba alla ricerca delle sensazioni “verdi”) e infine a una vinificazione sapiente ma radicalmente naturale. Negli anni, il frutto del suo lavoro e della sua ricerca lo ha portato a grandi vini: fini, complessi, carnosi, gastronomici, tanto che di lui dicono che ha reinventato il Sauvignon. Le sue bottiglie sono presenti nella migliore ristorazione del mondo. È probabilmente a causa della sua scomoda presenza che nell’annata 2015 gli è stata rifiutata la denominazione Pouilly Fumé. Ne è nato un caso di cui si è molto parlato in Francia (giornali e televisione inclusi), amplificando la sua popolarità e quella dei suoi vini. Molti si chiedevano: se il miglior Pouilly Fumé non può chiamarsi tale, che senso ha il sistema delle denominazioni? Alexandre ha poi fatto causa all’ente preposto, vincendola e ottenendo di nuovo il permesso di fregiarsi dell’AOC, anche se oggi preferisce far uscire i suoi vini come “Vin de France”. I vini di Alexandre Bain richiedono tempo e consigliamo di scaraffarli per gustarli al meglio.